Filosofia

La Casa di Salomone

di Cristina Beretta Barbieri

(Contributo al libro “La vera scienza non usa animali”, edizioni Oltre, marzo 2022)

Su tutta la questione della sperimentazione scientifica aleggia un’aura religiosa, e non è dunque casuale che se ne disquisisca sempre in termini quasi teologici, con una malcelata riverenza santificante.

Ma di quale religione si tratterebbe?

Dobbiamo tornare al XVII secolo. A partire dal sogno de “La Nuova Atlantide” , in piena epoca delle efferate conquiste territoriali, Francesco Bacone profetizzò con piglio avveniristico numerose scoperte tecnologiche ( macchine volanti, telefono, raggi laser, ecc.…) e definì la posizione di potere che, nella sfera delle politiche pubbliche, via via avrebbe acquisito la scienza moderna, al pari di una vera e propria autorità ecclesiastica. Si tratta di un racconto filosofico-utopistico rimasto incompiuto e pubblicato postumo nel 1627. Atlantide viene qui definita “Nuova” poiché in antitesi all’antico mito di Atlantide, narrato da Platone nei “Dialoghi di Crizia e Timeo”.

Nel racconto, emergendo dalla vecchia religione giudaico-cristiana, anche la casta degli scienziati avrebbe una meravigliosa missione da compiere: la conquista dei misteri della natura a beneficio dell’umanità. E poiché la natura è tendente al caos, essa dovrà essere domata, spremuta, soggiogata, al pari delle popolazioni umane non ancora convertite.

In sintesi questa è la trama: salpando dalle coste del Perù in direzione della Cina e del Giappone, un gruppo di avventurieri europei, si ritrova disperso nell’oceano sconfinato a causa di un capriccio dei venti. Nella disperazione più totale, dopo tante suppliche a Dio, essi avvistano una lontana isoletta. L’isola è abitata e dapprima gli indigeni cercano di bloccare lo sbarco dei naufraghi, ma poi un funzionario di stato della città ideale, a seguito di numerose mediazioni, accoglie l’equipaggio e i passeggeri della nave che vengono trasferiti nella Casa dei Forestieri. Qui rimangono per tre giorni in quarantena e scoprono, dai racconti del governatore della casa, la storia dell’isola. L’isola di Bensalem (contrazione di Betlemme e Gerusalemme) è sconosciuta al resto del mondo perché su di essa vengono eseguite ricerche e sperimentazioni coperte da segretezza. Venne fondata come città ideale dall’antico Re Salomone, qui venerato come figura semi-divina, che istituì la Casa di Salomone, quale centro delle ricerche che avrebbero dovuto portare al disvelamento dei segreti della natura, favorendo il continuo progresso dell’umanità. Tali sperimentazioni dovevano essere eseguite secondo i dettami della religione cristiana, con intento catartico. Dopo la caduta descritta dalla Genesi, la Scienza renderebbe possibile il recupero dei diritti dell’umanità sulla natura e l’istaurazione del dominio sull’universo.

Il momento culminante del racconto è costituito dall’incontro degli ospiti europei con il dignitario della Casa di Salomone, chiamato “Padre”, una sorta di sacerdote della scienza o scienziato della religione, il quale, dopo averli benedetti levando in alto la mano, li condurrà alla visita e al disvelamento della finalità, organizzazione, norme e riti della Casa. La finalità viene proferita solennemente dalle parole del Padre: “Il fine della nostra istituzione è la conoscenza delle cause e dei segreti movimenti delle cose, per estendere i confini del potere umano verso la realizzazione di ogni possibile obiettivo.”

La Casa di Salomone è uno sterminato laboratorio scientifico in cui cooperano 36 scienziati. Essi si dedicano senza sosta a numerose sperimentazioni che abbracciano diverse specialità.  I luoghi in cui vengono compiute le ricerche scientifiche si trovano dislocate in varie zone della Casa.

Nelle Caverne delle regioni inferiori si conducono esperimenti di refrigerazione e conservazione dei corpi, interruzione dei processi di invecchiamento e cura delle malattie.

Nei pozzi profondissimi vengono prodotti nuovi metalli e leghe.

Nelle Torri delle regioni superiori, alte anche mezzo miglio, sono ubicati gli osservatori astronomici e si studiano tutti i fenomeni atmosferici.

Nei depositi sotterranei vengono stipati vari materiali quali cementi, porcellane, fertilizzanti.

Nei vasti orti e frutteti si studia la vegetazione, eseguendo innesti, coltivando artificialmente piante modificate nelle dimensioni, varietà e stagionalità.

Nelle fontane e bacini artificiali, costruiti ad imitazione delle sorgenti naturali, sgorga l’Acqua del Paradiso efficace per la salute ed il prolungamento della vita.

Nei grandi edifici si studiano e si applicano tecnicamente gran parte delle materie dello scibile umano: matematica, astronomia, biologia, riproduzione del suono, ottica, geometria, chimica, fisica, cromologia, meccanica, ecc.…Qui si conducono sperimentazioni di ogni genere, si perfezionano invenzioni straordinarie, si fabbricano anche macchine per il movimento (terrestre, aereo, marino e sottomarino), si studia il tempo, si producono armi potentissime.

Nella Casa dell’Illusione dei sensi, costruita con lo scopo di smascherare le imposture, si studiano fenomeni quali false apparizioni, inganni, giochi di prestigio, finti miracoli.

Nella Casa dell’Ottica vengono riprodotte ogni sorta di luci, riflessioni, radiazioni, tutte le illusioni della vista e ausili per ingrandire oggetti minuscoli o lontanissimi.

Nella Casa del Suono si conducono esperimenti sull’origine del suono, la sua propagazione attraverso incanalazioni che li conducano a grandi distanze e sue applicazioni attraverso l’arte della musica.

Nelle Cucine vengono fabbricate diverse bevande e cibi rari, dai prodigiosi effetti sulla salute.

Nei laghi e davanti alle scogliere vengono condotte ricerche sulla vita acquatica e sul volo degli uccelli.

Nei parchi e recinti vengono ospitati animali di ogni specie che servono per lo studio dell’etologia, nonché come serbatoio di corpi destinati alla dissezione e sperimentazioni di ogni sorta, che vengono condotte in ampie strutture.

Relativamente a quest’ultima attività conoscitiva, i programmi di ricerca sugli animali vengono così definiti dal Padre: “In questo campo abbiamo raggiunto straordinari risultati, come la continuazione della vita quando diversi organi vengono asportati, la resurrezione dei corpi che all’apparenza sembrano morti e così via. Esperimentiamo su di essi anche veleni a altri rimedi sia chirurgici che clinici.” Nelle parole del Padre nulla suggerisce una qualche considerazione per il benessere animale, come se la compassione verso gli animali possa essere considerata come un errore della bontà. Il predominio degli umani sui non-umani costituisce un diritto divino e un dovere religioso, quasi che i “Figli della Scienza” siano un genere benedetto di eroi votati ad un ordine segreto che, per onorare Dio, compie ricerche sulle sue opere, con la missione di riscattare la condizione umana. Sacrificare un animale nel nome della scienza conduce quindi alla Catarsi. D’un solo colpo ci si eleva dalla natura animale e si realizza il volere di Dio.

Dal racconto si deduce che dall’Inquisizione della natura e dalla riduzione delle sue creature a meri strumenti, gli umani si possono elevare alle superne vette della potenza autocelebrativa. La totale mancanza di coinvolgimento emotivo è indice di un intelletto purificato dai bassi istinti, destinato alla sublimazione.

La “Nuova Atlantide” dimostra inoltre che l’uso strumentale dei non-umani, dall’alba della storia della sperimentazione animale, non è mai stato posto in dubbio, anzi, esso è saldamente radicato ad una sorta di patologia culturale in cui scopi, metodi, istituti ed affari si fondano da sempre sulla predazione.

Ora come allora, nessuna esitazione è ammessa: l’interrogatorio alla natura deve essere sempre spietato ed implacabile. Nulla è vietato o interdetto.  Tutto è permesso.

Il paradigma del male necessario completa l’opera di sottomissione generale ed esige, oltre al sacrificio di chi non può difendersi da solo, che tutti debbano inginocchiarsi all’altare della Scienza.

A noi, comuni mortali, i Santi Scienziati promettono magnanimi enormi vantaggi: cura delle malattie, benessere, immortalità. E vorrebbero vederci tutti chinare il capo davanti a tanta magnificenza, senza fare domande, senza chiedere che cosa succede dietro le porte serrate dei laboratori. Non spetta noi capire ma solo credere, credere, credere.

L’uso obbligatorio degli animali permea la nostra educazione, del nostro modo di orientarci nel mondo naturale che ci circonda e della sua struttura sommersa.

La struttura sommersa del sogno della scienza è il nostro sogno di conquista.  Il grandioso progetto del moderno Prometeo è quello di rifare sé stesso, estendendo la propria presa sull’intero mondo circostante, plasmandolo a propria immagine e somiglianza.

Per ottenere tutta questa abbondanza bisogna sicuramente concludere che: ciò che è Necessario è Necessario!

È necessario trovare qualcuno da immolare: vittime sacrificali predestinate all’altare della scienza.

È necessario far nascere e crescere in gabbia o in camere di isolamento, strappare alla famiglia e all’ambiente, recludere, imprigionare a vita, impiantare microchip nel cervello, folgorare, ferire, paralizzare, radiare, amputare, accecare, avvelenare, bruciare ed infine distruggere.

Tutto questo è considerato necessario e quasi nessuno, nella storia, si è mai chiesto davvero perché.

Cristina Beretta Barbieri, è una Storica dell’Arte e attivista per i Diritti Animali. Da sempre interessata alle questioni etiche, ha collaborato fin dal 1988 con la rivista “Etica e Animali”, della filosofa Paola Cavalieri, affiancando quest’ultima nell’organizzazione delle attività di pubblicazione e divulgazione dei testi fondamentali dei maggiori filosofi antispecisti contemporanei (Peter Singer, Tom Regan, James Rachels, Dale Jamieson, ecc.…), organizzando conferenze, dibattiti e gruppi di studio universitari. In particolare, dal 1993, si dedica al Progetto Grande Scimmia, sempre insieme a Paola Cavalieri e Peter Singer. In seguito partecipa alle attività di alcuni gruppi antispecisti, quali Oltre la Specie, Bioviolenza, Aboliamo la Carne, Resistenza Animale. Recentemente si è dedicata alla multidisciplinarità della questione animale, rapportando questa alle arti, organizzando incontri e seminari presso l’Accademia di Brera, nonché mostre collettive in prestigiose sedi espositive e musei.

”L’alba”, foto di Claudia Radi

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