Psicologia

L’estate porta consiglio

della Dott.ssa Giorgia Aloisio, Psicologa, specialista in Psicoterapia (Roma).

Di solito aspettiamo le vacanze estive con ansia e tanti progetti in mente: dopo i mesi invernali, immersi in giornate brevi e buie, affaccendati in mille doveri, a testa bassa, giungiamo sul limitare dell’estate smaniosi di “mollare i remi in barca” e dedicarci al riposo e all’otium, per “staccare la spina” dai pensieri e dalle preoccupazioni che troppo spesso, durante l’anno, ci affliggono.

Immaginiamo di porre una sorta di “diga” simbolica che possa arginare i problemi della vita quotidiana, per ritrovare noi stessi e rientrare in contatto con la nostra essenza, la nostra autenticità … eppure … non sempre il progetto di cui sopra va a buon fine.

La testa rimane connessa con il tram-tram quotidiano, continuiamo a rimuginare come se non potessimo fare a meno delle solite questioni che ci assillano costantemente (o quasi) e, di fatto, sentiamo di non riuscire a goderci a pieno il nostro spazio vacanziero.

Cosa succede? Siamo così messi male?! Capita solo a noi?

Proviamo a ragionare e diamoci lo spazio interiore per riflettere su questa dinamica non così infrequente.

Ci sono alcune questioni, in gioco, che vanno considerate.

Innanzitutto il fatto che le nostre vite, al giorno d’oggi, tendono ad essere fortemente scandite da quelle che solitamente chiamiamo “routine”, un termine spesso associato ad un’accezione piuttosto negativa; a dire il vero, non sempre la routine è qualcosa di svantaggioso, al contrario!

Le giornate, infatti, solitamente hanno un ritmo abbastanza costante, così come accade per il ritmo sonno-veglia o per i tempi con i quali ci nutriamo e ci idratiamo: tendiamo a svegliarci ad una certa ora, a fare colazione, poi lavoriamo, nel mezzo ci sono gli impegni dei familiari (scuola-sport dei figli, accompagnamenti, il cane da portare a spasso…), svolgiamo attività fisica (auspicio!), infine la giornata va verso la sua conclusione, mangiamo e poi ci dedichiamo al riposo, al fine di ripristinare le energie.

La regolarità è parte integrante di uno stile di vita sano ed equilibrato.

Queste routine – che a volte malediciamo – costituiscono lo “scheletro” della nostra esistenza, soprattutto durante gli anni lavorativi e quando vengono interrotte (per le vacanze estive, come per quelle natalizie), creano cambiamenti che possono in qualche modo generare disequilibri e piccoli disallineamenti ai quali l’unità mente-corpo deve far fronte; a volte è necessario del tempo per ristabilirsi e abituarsi al nuovo stile di vita.

E lo stesso accade, all’inverso, quando si concludono periodi di vacanze/ferie e siamo costretti a ripristinare gli orari e i ritmi precedenti.

Grazie al processo di adattamento, sovente riusciamo a sganciare la testa dai soliti meccanismi di tutti i giorni, per fare un meritato tuffo nel riposo, nel divertimento, nelle vacanze; come già accennato, però, non tutti e non sempre si riesce in questo intento.

Un altro importante fattore che, molto di frequente, gioca un ruolo di rilievo quando ci fermiamo e siamo in procinto di partire o comunque di interrompere le nostre solite attività, è il fatto che interrompendo la routine quotidiana, avendo effettivamente meno cose da fare, meno commissioni da sbrigare, meno impegni e minor quantitativo di pensieri, siamo più liberi di confrontarci con noi stessi.

La domanda sorge spontanea: è un bene avere tempo da dedicare al confronto con noi stessi?

Mi verrebbe da rispondere affermativamente, se non fosse che non sempre siamo “equipaggiati” per farlo.

Fermarci a riflettere su di noi, sulle scelte fatte, i percorsi intrapresi, interrogarci su quanto davvero la nostra vita rispecchi ciò che avremmo desiderato, chiederci se le relazioni affettive che stiamo vivendo siano realmente arricchenti e siano intrecciate con persone alle quali teniamo o se piuttosto si tratti di rapporti di comodo, nati per riempire dei vuoti, per evitare la solitudine… non è sempre cosa agevole.

Come quando i pescatori tirano le reti e raccolgono – oppure no! – il pescato del giorno, più o meno in un modo simile ci ritroviamo a fare i conti con noi stessi: questo confronto non sempre ci soddisfa, possiamo ritrovarci tra le mani rapporti insoddisfacenti ma dei quali apparentemente non potremmo fare a meno, situazioni professionali che non ci rendono soddisfatti, ruoli nei quali siamo a disagio, … varie situazioni possono metterci in crisi, e guardarle senza filtri né sconti può generare nel corpo e nella mente una condizione di “distress”, cioè di afflizione, a volte anche di angoscia.

Questo disagio che capita di vivere sul limitare dell’inizio delle vacanze non è certamente piacevole, né auspicabile: ciò non toglie che tale stato, così com’è, possa portare ad una condizione di maggior soddisfazione e benessere.

Se prendiamo in considerazione i pensieri e le considerazioni che ci vengono alla mente, il momento buio può trasformarsi in un momento di passaggio: con la giusta elaborazione, da uno stato di tristezza e sconforto è possibile mettersi nuovamente in gioco, alla ricerca di ciò che davvero ci fa stare bene con noi stessi e nella relazione con l’altro.

L’antico e tante volte citato proverbio “non tutti i mali vengono per nuocere” fa proprio al caso nostro e, in tali frangenti, l’aiuto di un sostegno psicologico/psicoterapeutico può costituire un’importantissima risorsa per vederci più chiaro e intraprendere strade non battute e maggiormente illuminate dai raggi del sole.

Accogliamo, quindi, tutto ciò che arriva sulla nostra “pelle psichica”, tenendo sempre a mente che nulla accade per caso, e che se siamo tristi nonostante la vicinanza con le ferie, non siamo delle cattive persone: piuttosto che produrre giudizi su come ci sentiamo, cerchiamo di interrogarci sulle cause che hanno generato l’attuale stato d’animo e andiamo alla ricerca di “semi fertili” da seminare nel nostro giardino psichico.

Buone vacanze!

Breve biografia dell’autrice:

Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso La Sapienza di Roma (2003) e in Filosofia presso l’Università degli Studi Roma Tre (2015), la dott.ssa Giorgia Aloisio è dal 2006 abilitata all’esercizio della professione ed iscritta all’albo degli Psicologi del Lazio; dal 2009 è specializzata in Psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico. La dott.ssa Aloisio è esperta in Psicologia Forense, Perito presso il Tribunale di Roma (settore penale) e formata in ambito di Pronto Soccorso Psicologico. Nel 2021 ha prestato servizio presso un presidio ASL dedicato alle dipendenze patologiche.

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