Poesia, Umanesimo

Cap. VII L’INTELLIGENZA E LA POESIA (Paragrafo 1 e 2)                        

tratto da ‘’Sulla Poesia’’ di Claudia Radi:

Par.1 L’esercizio dell’intelligenza per la ricerca di una ‘’visione poetica sostenibile’’.

Questo è un mondo nel quale ti senti sbagliato se sei giusto.

È un mondo nel quale le tue parole risuonano nello spazio vuoto che prima conteneva un’anima.

È un mondo nel quale il coraggio viene scambiato per ostinazione.

Un mondo dove usare l’intelligenza o anche ‘’il poco cervello’’, se una persona non ne ha (perché basterebbe veramente poco per capire l’assurdità di tutto quello che stiamo vivendo..), non viene più considerato importante.

Cerchiamo di razionalizzare tutto e standardizzare ogni situazione, quando il vero motore per raggiungere le mete ‘giuste’ è un altro.

Siamo fatti di materia ma non siamo solo questo.

Ignoriamo il contenuto dell’involucro, unico vero motore di crescita e avanzamento verso la compiutezza del percorso di vita di ognuno di noi.

E io osservo le immagini che mi provengono da tutto il mondo e provo la compassione del Siddhartha di Herman Hesse: una marea di persone in balia degli eventi.

Spaventate, influenzabili, irascibili, scatenate nella ricerca di un divertimento che porti loro piacere ma per il raggiungimento del quale non conoscono la strada.

E senza la percezione del piacere l’uomo muore.

Abbiamo bisogno di vivere delle cose che coinvolgano tutte le nostre capacità.

Abbiamo bisogno di credere nel nostro ruolo nell’universo in relazione all’armonia del tutto…e l’armonia non si raggiunge con i ragionamenti, i calcoli matematici e le statistiche.

Questi ultimi sono strumenti creati dall’uomo che servono per evolvere in modo tecnico e concreto situazioni complesse, ma non sono prescindibili dall’istinto.

Un calcolo matematico non ti darà come risultato la verità.

Un calcolo matematico come risultato ti darà un numero.

Il significato della matematica secondo me, si trova all’interno delle formule matematiche e del percorso seguito per la risoluzione del problema, dove esiste il ‘’gioco’’ e l’esercizio della nostra intelligenza.

Ma l’esercizio della nostra intelligenza è rappresentato anche da altro; ad esempio dal suono meraviglioso del silenzio nel distacco dalle emozioni, dove le nostre risposte possono prendere forma.

La trascendenza dai fatti che ci investono, come unica possibile soluzione per l’ottenimento di una risposta equilibrata che determini le giuste azioni da intraprendere per preservare ‘’ l’umano ’’ in via di estinzione.

Par.2 L’esercizio della tracotanza, in assenza dell’esercizio dell’intelligenza

Per poter parlare di ‘’tracotanza’’ e ‘’intelligenza’’ è necessario cercare di chiarire bene il significato di questi due sostantivi.

A tal fine mi cimento riportando gli undici tratti in comune riscontrati tra le persone davvero intelligenti, che la rivista Business Insider UK ha estrapolato da un’indagine di Quora – rete sociale dedicata all’informazione interattiva con gli utenti- in accordo con la scienza:

1. SONO ALTAMENTE ADATTABILI

2. SI RENDONO CONTO DI NON SAPERE UN SACCO DI COSE

3. HANNO UNA CURIOSITA’ INSAZIABILE

4. SONO APERTI DI MENTE

5.AMANO STARE IN COMPAGNIA DI SÉ STESSI

6. HANNO UN’ALTA CAPACITA’ DI SELF-CONTROL

7. SONO DIVERTENTI

8. SONO MOLTO COINVOLGIBILI DALLE ESPERIENZE ALTRUI

9. RIESCONO A CONNETTERE CONCETTI APPARENTEMENTE DISTANTI

10. SONO DEI PROCASTINATORI

11. SI FANNO DOMANDE SUL MONDO, LA VITA, L’UNIVERSO

Sul termine tracotanza non ho trovato studi che mi aiutino a delineare le caratteristiche delle persone che la ‘’esercitano’’.

Provo quindi a ‘’formularle’’ sulla base della mia esperienza:

1. NON SONO ALTAMENTE ADATTABILI

2. NON SI RENDONO CONTO DI NON SAPERE UN SACCO DI COSE

3. NON HANNO UNA CURIOSITA’ INSAZIABILE

4. NON SONO APERTI DI MENTE

5. NON AMANO STARE IN COMPAGNIA DI SÉ STESSI

6. NON HANNO UN’ALTA CAPACITA’ DI SELF-CONTROL

7. NON SONO DIVERTENTI

8. NON SONO MOLTO COINVOLGIBILI DALLE ESPERIENZE ALTRUI

9. NON RIESCONO A CONNETTERE CONCETTI APPARENTEMENTE DISTANTI

10. NON SONO DEI PROCASTINATORI

11. NON SI FANNO DOMANDE SUL MONDO, LA VITA, L’UNIVERSO

Volendo sintetizzare il tutto in una definizione che ci aiuti ad individuare qual è la persona che esercita la tracotanza e qual è la persona che esercita l’intelligenza, direi che : ‘’Le persone tracotanti a differenza di quelle intelligenti, sono quelle che non ascoltano le opinioni degli altri, non sono educati e pretendono di parlare all’infinito di argomenti che sono chiari solo nella loro testa (se il tracotante fosse mosso dal vero intento di comunicare, si preoccuperebbe di rendere chiara l’esposizione degli argomenti che vuole sostenere in un dibattito e/o in un confronto).

Ecco l’inevitabile domanda: la poesia può esprimersi in un habitat di questo tipo? Evidentemente no, perché ritengo che la poesia non possa prescindere dall’esistere in simbiosi con la vita e con tutti ‘’gli elementi’’ che in essa sono ricompresi.

Direi più semplicemente che senz’altro è necessaria una capacità empatica (nel suo significato psicologico), propria della persona che esercita la sua intelligenza e in assenza della quale non possiamo che soccombere al nostro isolamento intellettuale, con conseguente e inevitabile deriva ‘’meccanicistica’’ del genere umano.

”Il limone” 2006, dipinto olio su tela, di Claudia Radi

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