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Filosofia, Umanesimo

L’ingiustizia, l’odio e ‘’l’opposizione alla vendetta’’

di Claudia Radi.

”Il Monte Bianco”
Photo by Pixabay on Pexels.com

Quante volte vi sarà capitato di pensare: ’’Non è giusto, non è giusto!!’’

Può esservi successo in relazione ad un fatto grave, di cronaca, oppure per una vicenda personale.

Avete reagito? Non lo avete fatto?

Sono una donna e, prima di cominciare a scrivere, appena una ‘’bimbetta’’.

Eppure, ho sempre avuto ben chiara la realtà nel suo significato oggettivo.

‘’Realtà’’, ciò che è reale in senso oggettivo, tangibile, con tanto di effetti visibili e conseguenze.

Oggettivamente, quindi, anche quello che sono rappresenta una parte della realtà, pur nell’impossibilità di condividerlo pienamente al di fuori di me stessa.

Come si fa, infatti, a rappresentare la propria realtà agli altri… a malapena riusciremo ad averne completa consapevolezza noi stessi, e probabilmente in prossimità della fine della nostra vita.

Ma ognuno di noi rappresenta una parte della realtà.

‘’Realtà’’ che al di fuori di noi, si sviluppa come fenomeno sociale, regolato da leggi dello Stato, dai costumi locali, dalle tradizioni e anche dai ‘’luoghi comuni’’ del contesto storico nel quale ci troviamo ad esistere.

Possiamo quindi affermare che la realtà è una e oggettiva, ma composta da innumerevoli tasselli tutti ugualmente importanti?

Noi siamo tasselli importanti della realtà nel suo complesso?

Oppure siamo solo esseri umani schiacciati dalla realtà esterna a noi stessi, che viviamo accettando come unica e omologante, senza un minimo di attività di ‘’ricerca ermeneutica’’ individuale, riuscendo solo a gridare -dentro noi stessi…-:’’non è giusto, non è giusto!!’’??

Adesso vorrei brevemente soffermarmi a parlare dell’’’odio’’.

Definizione di ‘’odio’’ dal vocabolario Treccani:

‘’Sentimento di forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui’’

Condivido questa definizione, ma nella mia si aggiunge senz’altro anche ‘’l’evidenza’’ che l’odio sia devastante!

Nella maggior parte dei casi l’‘’odio’’ spinge il ‘’malcapitato’’ a vendicarsi.

La sua vita viene annientata dalla sete di distruzione dell’altro.

Sete ‘’vampiresca’’, non umana, una sete che non verrà mai saziata fino alla morte.

Non credo ai vampiri, ma credo nel fenomeno della sottrazione della vita altrui perché la sua testimonianza è quotidiana.

L’origine di questo ‘’fenomeno della sottrazione della vita altrui’’, è l’odio.

Ma allora, la risposta ferma e irrinunciabile di coloro che combattono per non farsi sottrarre la propria vita, come si chiama?

‘’Opposizione alla vendetta’’ la chiamerei, ‘’vendetta’’ che si vuole compiere per aver rinunciato alla propria vita, alla propria bellezza, alla propria realtà e che solo e unicamente per questi motivi ‘’l’odiante’’ odia e ‘’vampirizza’’ la vita dell’altro/a.

L’odio non si giustifica mai.

Non c’è giustificazione alla volontà di distruzione della vita.

‘’L’odiare’’ è una patologia, una malattia dell’anima prima che della mente.

Verrà un giorno nel quale gli uomini e le donne non odieranno più e sarà il giorno della liberazione dalle nostre vere catene.

A queste ‘’povere’’ ragazze che oggi cercano di vivere la loro vita nella libertà di pensiero e di espressione in genere, voglio dire: non siete povere, siete ricche della vostra volontà e intelligenza, gli unici elementi che dovete coltivare per ‘’sopravvivere’’, uniti ad una forte dose di coraggio e di umiltà (quando serve…).

Il sentimento dell’amore è bellissimo, ma non riversatelo su nessuno prima di essere sicurissime di averne riservato la giusta parte alla conoscenza di quello che siete, nonostante tutto il sacrificio e la sofferenza che da questa scelta potranno derivare.

Non esiste altra strada, non dubitate: la meta è solo ed esclusivamente l’inizio della vostra vera vita.

”L’irruenza della corsa del fiume”, Photo by Pixabay on Pexels.com

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