Filastrocca lunga

”Lo zerbino…”

E così c’è qualcuno che pretenderebbe di comandare,

strategicamente operando,

pur sapendo che sta esagerando…

E così c’è qualcuno che a tal fine,

strumentalizzando il potere accaparrato ereditando,

o magari al potente di turno compiacendo,

vorrebbe quatto quatto gestirti, ostacolarti,

guadagnarci e possederti…

anche nell’anima che tu non venderesti!

Come per certificare di esserne consumatore,

va consumando qua e là dettando la conformità,

di quello che a parer suo è necessario…

per arrivare all’uniformità!

Uniformità col suo pensiero, le sue immagini, il suo Dio:

con le sue linee guida erudisce tizio e caio,

addomesticandoli fino a mettergli il guinzaglio!

Ma se Dio mi chiedesse di lasciar stare,

di sottomettermi,

di soprassedere,

che cosa risponderei al ‘’Panta rei’’ che dall’alto mi sovviene?

‘’Perdonami Signore,

non sono degna del tuo amore…

quando qualcuno pretende di comandarmi

e con una smascherata strategia

tenta di farmi abdicare ad una vita che non è la mia,

non sono capace di nessuna ipocrisia!!!

L’ipocrisia del quieto vivere all’intelligenza che mi hai dato non si addice,

soprattutto da quando mi ha abbandonato

la nebbia soffusa che, quella sì…tu non mi hai mai dato!

Ed allora se pecco di mancanza di sottomissione,

spero mi troverai in purgatorio una collocazione

per poter espiare la colpa di quello che in terra non sono stata capace di fare:

lo zerbino di colui / colei che mi voleva calpestare!”

(di Claudia Radi, tutti i diritti riservati)

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