Quella che segue è solo l’opinione di una cittadina nata in un paese democratico, che segue costantemente l’andamento della “regressione dei diritti”.
Regressione dell’esercizio di tutti i diritti, in primo luogo quelli umani.
È vero, sono anche una professionista e scrittrice che dal 2022 scrive articoli, riflessioni, divagazioni personali sul suo blog; a tal proposito segnalo tre delle mie precedenti pubblicazioni al suo interno, che mi sembrano il preludio alla presente disamina: 14/12/2024 “In principio furono le regole”, in data 25/01/2025, “‘Guardate che stiamo andando incontro a una limitazione delle libertà personali!’ Ma chi è che sta andando in questa direzione?”, e in data 10/04/2025 “Riflessioni sulla democrazia, di Claudia Radi”.
Le mie fonti sono i normali canali di aggiornamento: telegiornali, trasmissioni televisive, YouTube, quotidiani online (con abbonamento e non), rapporti diffusi da organismi accreditati (es.: “Rapporto 2024-2025: crisi globale dei diritti umani”, di Amnesty International, link https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-2024-2025 ) ecc.
Ascolto le relazioni dettagliate di giornalisti, opinionisti accreditati da un memorabile percorso accademico, da un impegno civile di rilievo ma, soprattutto, di coloro che definisco oratori di altissimo livello (è un piacere ascoltarli).
Ad esempio, il presente articolo mi è stato ispirato dalla puntata di Report, giornalismo d’inchiesta di altissima qualità firmato RAI 3, trasmessa domenica scorsa 26/10/2025 in prima serata, condotta dal giornalista Sigfrido Ranucci (che ne è anche l’autore insieme a Milena Gabbanelli).
Cerco sempre di approfondire aspetti specifici, di trovare un riscontro adeguato alle notizie messe in circolazione e, soprattutto, mi prendo del tempo per formare un’opinione personale.
Rifuggo la rigidità delle posizioni nel senso che non sopporto proprio le estremizzazioni e la maleducazione.
Ciò nonostante, mi rendo conto che a volte è veramente uno sforzo sovraumano mantenersi lucidi e calmi, di fronte a certi accadimenti, affermazioni approssimate e populiste.
Sulle guerre mi sono espressa, in passato, a sfavore della “retorica” e per questo che, pur soffrendoci, preferisco esprimere le mie posizioni quasi esclusivamente mediante la poesia.
Terminata la premessa che mi sembrava doverosa, con molta preoccupazione sull’argomento di questo articolo, cerco di tracciare una linea di pensiero che conduca a una presa di coscienza sul suo significato.
In Italia, viviamo in uno Stato democratico e liberale.
Questo grazie all’impegno e alla lotta, non priva di sofferenze e soprusi subiti, dei nostri avi.
Grazie al loro impegno, lo Stato democratico è stato sancito e regolamentato dal diritto, in primo luogo (cioè, il rango delle leggi, con la Costituzione e le leggi costituzionali al vertice) da quello contenuto nella nostra Carta costituzionale:
– Articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”
– Articolo 48: “Il suffragio è personale, eguale, libero e segreto.”
Quali sono le caratteristiche principali di uno Stato democratico?
– Sovranità popolare: il potere deriva dal consenso dei cittadini.
– Elezioni libere e periodiche: i cittadini scelgono i propri rappresentanti attraverso le elezioni.
– Pluralismo politico: riconoscimento di più partiti e opinioni.
– Stato di diritto: le leggi sono uguali per tutti e applicate imparzialmente.
– Rispetto dei diritti civili e politici: libertà di espressione, di associazione, di stampa, di riunione.
– Trasparenza e responsabilità delle istituzioni.
Quindi, in generale, in uno Stato democratico il potere politico è esercitato dal popolo, direttamente (come nell’antica Grecia) o tramite rappresentanti eletti (anche se l’aumento della popolazione rende più complesso l’esercizio diretto della democrazia, oggi è ancora possibile esercitarla attraverso i referendum).
Inoltre, al suo interno sono garantiti i diritti fondamentali delle persone, la partecipazione politica, la libertà di espressione e di associazione, e lo Stato di diritto.
Le sue caratteristiche sono confluite anche nei riferimenti internazionali e precisamente:
– Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), articolo 21:
“Ogni individuo ha il diritto di prendere parte alla vita politica del proprio Paese, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti.”
E arriviamo allo Stato liberale.
In uno Stato liberale il sistema di governo è caratterizzato dalla tutela dei diritti individuali, dalla separazione dei poteri, dalla libertà di stampa, associazione e religione, e dalla limitazione del potere statale attraverso norme costituzionali.
Esso si basa sulla convinzione che il libero mercato, i diritti civili e politici siano fondamentali per garantire la libertà e la sicurezza dei cittadini.
Come sempre, visto che vivo in Italia, faccio riferimento alla Costituzione Italiana, quando devo citare le fonti di questo sistema di governo:
Costituzione Italiana (articoli 2, 3, 21, 41)
– Articolo 2: riconosce i diritti inviolabili dell’uomo.
– Articolo 3: principio di uguaglianza.
– Articolo 21: tutela della libertà di espressione, stampa e associazione.
– Articolo 41: libertà dell’iniziativa economica privata.
Esistono importanti coincidenze tra Stato democratico e Stato liberale. Vediamole insieme:
- Rispetto dei diritti umani e civili
Entrambi i sistemi pongono al centro la tutela dei diritti fondamentali dell’individuo, come libertà di espressione, associazione, religione e uguaglianza davanti alla legge.
2. Sovranità popolare e partecipazione politica
La democrazia si basa sulla sovranità popolare, ovvero il potere attribuito al popolo, che si esercita attraverso elezioni libere e uguali, garantendo così la partecipazione politica dei cittadini.
3. Separazione dei poteri
Entrambi i modelli promuovono la suddivisione dei poteri tra Legislativo (il Parlamento), Esecutivo (il Governo) e Giudiziario (la Magistratura), per garantire limiti e controlli reciproci e tutelare le libertà individuali.
La separazione dei poteri è sancita dalla Costituzione principalmente negli articoli che attribuiscono le diverse funzioni agli organi specifici: potere legislativo al Parlamento (artt. da 70- 82), potere esecutivo al governo (artt. da 92- 96) e potere giudiziario alla magistratura (artt. da 101-113).
Di conseguenza: il Parlamento scrive le leggi, il Governo è responsabile della loro attuazione, la Magistratura ha il compito di interpretare le leggi e assicurare l’equità per tutti i cittadini.
Lo Stato liberale è uno Stato di diritto e, in quanto tale, la legge è suprema e tutti, inclusi i governanti, sono soggetti a essa.
Questo principio è fondamentale sia nello Stato liberale che in quello democratico.
Quali sono le fonti di riferimento di queste coincidenze?
Come sempre, in primo luogo, la Costituzione Italiana:
– Articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica…”.
– Articolo 2: tutela dei diritti inviolabili dell’uomo.
– Articolo 48: diritto di voto.
– Articolo 3: uguaglianza davanti alla legge.
– Articolo 21: libertà di stampa e di espressione.
– Articolo 41: libertà dell’iniziativa economica.
Una breve sintesi delle differenze principali tra Stato liberale e Stato democratico, ci aiuta a capire meglio le loro caratteristiche:
– Nello Stato liberale vengono principalmente sottolineati la tutela delle libertà individuali e la limitazione del potere statale. Inoltre, proteggere i diritti civili, politici ed economici è al centro del suo sistema, con un’enfasi sulla garanzia delle libertà fondamentali contro l’intervento dello Stato
Fonte, Articolo 13 della Costituzione italiana: tutela della libertà personale.
“La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.”
– Nello Stato democratico, troviamo la principale caratteristica nella difesa della sovranità popolare e sulla partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica. La legittimità del governo deriva dalla volontà della maggioranza espressa attraverso elezioni libere e regolari.
Uno Stato liberale può esistere anche senza un sistema democratico pienamente sviluppato, ad esempio in regimi liberali costituzionali limitati o autoritari che tutelano alcune libertà civili senza un’effettiva partecipazione democratica.
Uno Stato democratico implica generalmente una forma di governo in cui il potere deriva dalla volontà popolare, con istituzioni rappresentative e processi elettorali trasparenti.
Storicamente lo Stato liberale è stato più diffuso nel XIX secolo, con regimi costituzionali che tutelavano le libertà anche in assenza di una piena partecipazione democratica (es. monarchie costituzionali), mentre lo Stato democratico è più caratterizzato da sistemi di governo che prevedono la partecipazione diretta o indiretta dei cittadini, come le moderne democrazie rappresentative.
A questo punto, ritengo sia evidente che cosa significa “Stato illiberale”, e cioè è quello in cui si restringono le libertà e le istituzioni democratiche, pur mantenendo formalmente strutture democratiche o liberali:
– limiti alle libertà civili e politiche (ad esempio, libertà di stampa, di espressione, di associazione);
– elezioni non trasparenti o manipolate, con limitata partecipazione politica;
– concentramento del potere in poche mani o in un leader carismatico;
– mancanza di pieno rispetto dello Stato di diritto;
– limitazioni o assenze di pluralismo politico;
– uso di strumenti di controllo e repressione contro oppositori e media.
Autrice Claudia Radi.
Fine della prima parte.
Nella seconda parte: Conseguenze e riflessioni.
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Claudia Radi è una Commercialista, Giurista, Advisor nella gestione delle crisi da sovraindebitamento e d’impresa, e Revisore legale dei conti.
Iscritta nell’ODCEC di Roma Sezione A dal 1988, dal 19 aprile 2023 trasferita d’ufficio al neocostituito ordine territoriale di Velletri-RM-; iscritta nel Registro dei Revisori legali dei conti dal 1999.
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Claudia Radi (appassionata di filosofia e psicologia) è anche autrice di libri pubblicati in Self Publishing su Amazon.:
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