Introduzione
Strumenti, limiti e fragilità del sistema globale
In questa seconda parte approfondiamo come la cooperazione internazionale, le convenzioni fiscali e le regole antiriciclaggio si intrecciano con i rischi e le fragilità del sistema finanziario globale.
Anche questa volta ho cercato di rendere chiari concetti complessi, evidenziando non solo strumenti e obblighi, ma anche i limiti e le sfide che emergono in scenari di conflitto o di forte pressione geopolitica.
L’obiettivo è offrire a tutti – professionisti, studenti o semplici lettori curiosi – una chiave di lettura semplice e diretta sul funzionamento del diritto internazionale e sul ruolo cruciale dei controlli finanziari efficaci.
Nella prima parte abbiamo visto cos’è la cooperazione rafforzata, a cosa servono le convenzioni contro le doppie imposizioni e quale ruolo svolge l’OCSE nel definire standard e modelli comuni.
Ora è importante capire anche come questi strumenti si intreccino con un’altra grande questione del nostro tempo: la lotta al riciclaggio internazionale di denaro e alla criminalità finanziaria, e quali limiti emergono quando il diritto internazionale si confronta con conflitti su scala mondiale.
📌 Cooperazione internazionale: regole e strumenti
La cooperazione rafforzata permette a gruppi di Stati di avanzare insieme su temi complessi, evitando il blocco quando manca un accordo unanime.
Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni stabiliscono criteri chiari su dove uno Stato può tassare un reddito, evitando conflitti normativi e favorendo scambi economici prevedibili.
L’OCSE elabora modelli di convenzioni e promuove iniziative come il progetto BEPS, pensate per contrastare strategie fiscali aggressive e mantenere equità nel sistema fiscale internazionale.
🛡️ Antiriciclaggio: norme tecniche e linee guida
La lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (AML) è un pilastro del diritto internazionale finanziario.
In Italia, il CNDCEC ha elaborato linee guida e regole tecniche che definiscono:
- obblighi di valutazione del rischio,
- adeguata verifica della clientela,
- conservazione delle informazioni.
Queste norme non sono raccomandazioni: servono a prevenire che il sistema finanziario diventi terreno di passaggio per capitali illeciti.
🛡️ Antiriciclaggio: aggiornamenti recenti e obblighi professionali
Il tema AML è oggi strettamente legato alla cooperazione internazionale e alla stabilità economica globale.
In Italia, il CNDCEC ha ribadito l’importanza di aggiornare l’autovalutazione del rischio antiriciclaggio (modello RT1), come previsto dagli articoli 15 e 16 del D.Lgs. 231/2007:
- Informativa n. 85/2025 (30 maggio 2025) → termine ultimo 27 maggio 2026, un anno dopo la pubblicazione della nuova Analisi Nazionale dei Rischi (NRA) del CSF.
- Regola Tecnica n. 1 (16 gennaio 2025) → aggiornamenti annuali dell’autovalutazione ogni volta che viene pubblicata una nuova NRA.
- Gli studi professionali devono:
- aggiornare l’autovalutazione sulla base della NRA 2025;
- verificare l’adeguatezza delle misure interne di controllo e mitigazione;
- integrare nuove procedure relative a riciclaggio, finanziamento del terrorismo e, per la prima volta, finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa.
Questi aggiornamenti sono strumenti fondamentali per comprendere e presidiare i rischi criminali internazionali, come sottolinea il CNDCEC.
🔎 Limiti del sistema: quando i controlli diventano un peso
Un sistema di controllo non deve trasformarsi in un labirinto burocratico che penalizza i cittadini onesti.
Un libero professionista, un lavoratore autonomo o una famiglia che compie operazioni normali può ritrovarsi intrappolata in compilazioni, autocertificazioni e dichiarazioni ripetitive, anche quando i fondi hanno origine lecita e comprovata.
Questo distoglie risorse da ciò che davvero conta: individuare e colpire chi muove ingenti quantità di denaro illecito attraverso strutture complesse e transfrontaliere.
I cittadini onesti devono poter dimostrare la liceità delle proprie operazioni con trasparenza e semplicità, senza ostacoli inutili.
🌍 Crisi globali e lacune del sistema
La guerra in Ucraina e le tensioni internazionali legate all’Iran hanno messo in luce fragilità strutturali del sistema internazionale.
In conflitti o sotto sanzioni economiche, gruppi organizzati trovano vie alternative per finanziare attività illegali o eludere controlli, sfruttando giurisdizioni meno trasparenti o sistemi normativi frammentati.
Le sanzioni economiche e i meccanismi di restrizione finanziaria mostrano limiti evidenti: la loro efficacia dipende dalla cooperazione reale e dalla capacità di applicare controlli omogenei tra Stati, cosa che oggi non sempre avviene.
🧭 Perché il rispetto delle regole è essenziale
Strumenti come cooperazione rafforzata, convenzioni contro le doppie imposizioni e regole antiriciclaggio non sono fini a sé stessi.
Servono a costruire un ambiente internazionale stabile, prevedibile e giusto.
Per funzionare davvero, i controlli:
- devono essere applicati con equilibrio, senza appesantire la vita delle persone oneste;
- devono concentrarsi sui reali rischi sistemici, non su adempimenti puramente formali;
- devono rispondere alle sfide emergenti, incluse quelle mostrate dagli scenari di conflitto;
- devono essere indirizzati soprattutto verso i grandi attori irregolari, anche se ciò può comportare rischi o ripercussioni, perché non ci si può limitare a inseguire i piccoli contribuenti per paura dei potenti.
Solo così il sistema internazionale sarà non solo normato, ma efficacemente regolato e percepito come giusto da chi vi opera ogni giorno.
Claudia Radi
Questo articolo è stato elaborato con il supporto di ChatGPT (OpenAI) e successivamente integrato, verificato e rielaborato dall’autrice sulla base di ulteriori fonti (Fisco 2026 – Wolters Kluwer, IPSOA; Benedetto Conforti, “Diritto Internazionale”, Editoriale scientifica; Giorgio Gaia, “Introduzione al Diritto Comunitario”, Editori Laterza) e approfondimenti personali.
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Claudia Radi è una Commercialista, Giurista, Advisor nella gestione delle crisi da sovraindebitamento e d’impresa, e Revisore legale dei conti.
Iscritta nell’ODCEC di Roma Sezione A dal 1988, dal 19 aprile 2023 trasferita d’ufficio al neocostituito ordine territoriale di Velletri-RM-; iscritta nel Registro dei Revisori legali dei conti dal 1999.





