1/I regimi contabili in Italia: premessa.

L’Italia fa parte della U.E. (Unione Europea) sin dalla sua fondazione, avvenuta il 1° gennaio 1958, come uno dei sei paesi fondatori (Italia, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi).

In quanto membro della UE, l’Italia è tenuta a rispettare e attuare le leggi e i regolamenti comunitari.

Le Direttive sono uno strumento giuridico della U.E., che stabilisce gli obiettivi che gli Stati membri devono raggiungere, lasciando loro la libertà di scegliere come implementare le disposizioni all’interno delle proprie legislazioni nazionali, entro una data di scadenza.

Per quanto riguarda i regimi contabili nella UE, non esiste un unico sistema contabile valido per tutti gli Stati membri (che oggi, 18 luglio 2025, sono diventati 27).

Ogni paese, quindi, ha mantenuto il proprio sistema nazionale in questa materia, purché compatibile con i “principi contabili internazionali” e le “direttive europee” emanate sull’argomento.

Le direttive europee più recenti emanate sull’armonizzazione contabile negli Stati membri della UE, sono:

  1. 2013/34/UE (nota anche come direttiva contabile), ha introdotto norme più chiare e semplici per la redazione dei bilanci aziendali, con l’obiettivo di favorire la comparabilità e ridurre gli oneri burocratici, in particolare per le PMI. La direttiva, inoltre, ha abrogato le precedenti (la n.78/660/CEE e la n.83/349/CEE), che disciplinavano i bilanci annuali e consolidati.
  2. 2023/2775/UE, nota come Direttiva delegata (UE) 2023/2775, modifica la direttiva sui bilanci, aumentando le soglie dimensionali per la classificazione delle imprese e dei gruppi in base alle dimensioni. 

La creazione di un mercato interno caratterizzato dall’eliminazione, fra gli Stati membri, degli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali era uno degli obiettivi prioritari fissati dal Trattato CEE del 1957.

Sono passati quasi settant’anni, ma l’obiettivo non è stato ancora raggiunto.

Il coordinamento, a livello comunitario, della disciplina commerciale dei diversi Paesi membri, da effettuarsi sulla base di regole quanto più possibili uniformi, rappresenta una condizione essenziale per la crescita e lo sviluppo delle imprese intenzionate ad operare e reperire capitali in tutti i paesi europei.

Oggi più che mai l’andamento dell’economia mondiale impone alla U.E. di accelerare sull’uniformità delle regole applicabili in tutti gli Stati membri, per dare quello slancio necessario alla crescita e allo sviluppo di tutte le imprese in ambito europeo.

Siamo un grande mercato economico ed è giunto il momento di esprimere tutto il nostro potenziale ancora inutilizzato.

Claudia Radi

(Fine prima parte)

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Claudia Radi è una Commercialista, Giurista, Advisor nella gestione delle crisi da sovraindebitamento e d’impresa, e Revisore legale dei conti.

Iscritta nell’ODCEC di Roma Sezione A dal 1988, dal 19 aprile 2023 trasferita d’ufficio al neocostituito  ordine territoriale di Velletri-RM-; iscritta nel Registro dei Revisori legali dei conti dal 1999.

Claudia Radi (appassionata di filosofia e psicologia) è anche autrice di libri pubblicati in Self Publishing su Amazon.

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