Sui femminicidi: in memoria di Pamela

Oggi, 15 ottobre 2025, è stata brutalmente uccisa l’ennesima donna per mano del suo ex compagno. 

Una donna molto bella di nome Pamela, intelligente e, soprattutto, economicamente indipendente, che alla prima manifestazione di possessività da parte di quel criminale, è tornata a casa sua. 

Non è stato sufficiente allontanarsi, lasciarlo, né tantomeno non dargli le chiavi della sua casa: in modo truffaldino, caratteristico di questa tipologia di uomini da niente, lui gliele aveva sottratte di nascosto e ne aveva fatto una copia. 

Così, lei si è trovata davanti a lui all’improvviso, dentro casa sua… È scappata sul terrazzo urlando, poverina, e i vicini, che guardavano la scena impotenti, gridavano: “L’ammazza, l’ammazza!” 

E lui l’ha fatto: l’ha uccisa con una ventina di coltellate, nonostante la polizia fosse alla porta, pronta a entrare. 

Eppure, era riuscita a chiedere aiuto, aveva capito la pericolosità di quello che stava accadendo. 

Il tempo, purtroppo, non ha giocato a suo favore, ma soprattutto perché lui ha voluto ucciderla a ogni costo. 

Dicono che, dopo averla uccisa, abbia tentato il suicidio dandosi due coltellate. 

Guarda caso, non ci è riuscito: peccato, aggiungo io! 

Circa 70 casi di femminicidio dall’inizio dell’anno: possiamo cominciare a parlarne come di un vero e proprio fenomeno persecutorio con finalità omicida? 

Mi è capitato di leggere, per fortuna raramente, commenti di uomini che non vogliono considerarlo tale. 

Si sentono colpiti personalmente da certe analisi e le rifiutano. 

In altri casi, anche questi, per fortuna, sempre più raramente, si scagliano sulle modalità di comportamenti femminili che ne giustificherebbero la fine. 

Come se fosse stata legittimata una condanna a morte per comportamenti che non coincidono con gli stereotipi e le regole che il mondo maschile vorrebbe continuare a imporre. 

Mi tornano in mente le scene dell’ultimo film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani” e rabbrividisco pensando al tipo di punizione che oggi, quelle stesse tipologie di uomini violenti e deboli, hanno deciso di infliggere a quelle stesse donne forti di ieri, che oggi hanno deciso di realizzare la loro vita anche al di fuori della famiglia, senza lasciarsi sottomettere. 

Peccato che sia andata così, peccato che quell’incontro di anime, auspicato, non ci sia stato. 

Per le ragazze di oggi, sarà sempre più difficile fidarsi di un uomo ed entrare in una storia d’amore… senza pensare che potrebbero uscirne solo da morte.

Claudia Radi

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