di Claudia Radi, tutti i diritti riservati
A sei mesi dall’ultimo incontro annuale, tenutosi il 30.10.2050 presso l’ex parco acquatico in Viale della Ricostruzione, il “Comitato reggente il pianeta Terra” ha ufficialmente proclamato il 13 maggio come giornata commemorativa della catastrofe nucleare che ha segnato la nostra storia.
Questa decisione è stata presa in risposta alle pressioni della popolazione, desiderosa di affrontare il passato e di riflettere sulle lezioni apprese.
La scelta di questa data, precedentemente strumentalizzata da gruppi di facinorosi che l’ha utilizzata in più di un documento scritto, è un atto simbolico: vogliamo opporci all’odio con una memoria collettiva che promuova la responsabilità nel compimento delle proprie azioni e il dialogo.
I seminari che organizzeremo si concentreranno sulla gestione dell’odio che ancora pervade alcuni strati della società, cercando di capire le radici di questo malessere e di trasformarlo in un’opportunità di crescita.
Mai come in questo caso si era diffuso un effetto rete da quel gruppo di facinorosi, che stava generando una memoria collettiva distorta, rischiando di distruggere quel poco di sensato e sano che ancora esiste nelle mente umana.
La catastrofe nucleare non è stata solo una tragica conseguenza del menefreghismo e dell’individualismo, ma ha anche messo in luce la necessità di una riflessione profonda sulla nostra umanità.
I sopravvissuti, i veri eroi di questa storia, hanno piantato semi di responsabilità e speranza nel deserto delle macerie, e il loro sacrificio non deve essere dimenticato.
La responsabilizzazione della popolazione su questi argomenti, è stato il primo vero atto di rinascita dopo l’esplosione nucleare, da cui sono emerse aspettative possibili per il futuro delle nuove generazioni.
Tuttavia, mentre ci sforziamo di risanare le ferite e di costruire un futuro migliore, ci troviamo a dover affrontare il dilagare di un odio simile a un virus, alimentato da voci anonime che rifiutano il dialogo costruttivo.
Queste figure, nascoste nell’oscurità dell’anonimato, scagliano parole velenose, contagiano i vulnerabili e minacciano il nostro cammino verso la rinascita.
Il loro comportamento è emblematico di una società che, pur avendo vissuto l’apocalisse, non è riuscita a superare le proprie ferite.
Mentre il “Comitato reggente il pianeta terra” si prepara a celebrare il 13 maggio come una giornata di riflessione e rinascita, è fondamentale non lasciarsi influenzare da questa onda di negatività.
La vera sfida è quella di sviluppare un senso di comunità e responsabilità collettiva, rifiutando di cedere al fascino di una retorica che, seppur avvolta in parole seducenti, porta solo verso l’oscurità.
È evidente che nella nuova era si debba impedire la diffusione di memi e tornare alla concretezza dei contenuti e delle azioni.
Sappiamo tutti, infatti, che prima dell’esplosione nucleare il comportamento prevalente, politico e sociale, era quello della simulazione, ovvero far finta di essere legittimati a propinare retorica invece di azioni reali.
Le persone e le istituzioni si limitavano a simulare un impegno o una legittimità, senza intraprendere azioni concrete, tangibili, senza dimostrare con fatti reali la loro competenza a risolvere problemi.
È tornata prepotentemente di attualità l’importanza di sottolineare la differenza tra il parlare e l’agire, evidenziando come in situazioni di crisi o di grande impatto, le simulazioni e le retoriche vuote non siano più sostenibili.
Per tutta la popolazione del pianeta Terra che ha deciso di responsabilizzarsi, queste simulazioni non saranno più consentite.
Il nostro compito, ora più che mai, è quello di illuminare il cammino, di opporre al buio delle paure la luce del cambiamento culturale.
L’auspicio è quello di trasformare questa data, segnata da eventi negativi, in un simbolo di unità e rinascita.
Invece di rimanere ancorati a sentimenti di odio e divisione, si invita a guardare al futuro con speranza e a costruire un senso di comunità.
L’idea centrale è che solo attraverso la collaborazione e il superamento delle differenze si possa veramente rendere omaggio alle esperienze passate, trasformandole in opportunità di crescita e riconciliazione.
Strumentalizzare l’odio per distorcere la memoria collettiva è, a tutti gli effetti di legge, punibile con il Memorax, un trattamento che elimina la capacità di incitare all’odio attraverso la manipolazione dei ricordi (propri, collettivi e, in genere, di quelli degli altri).
La legge che ha istituito il Memorax ha superato le controversie di origine etica e morale, ed è stata definita “legge di prevenzione post-apocalittica”; rimarrà in vigore fino alla cessazione della diffusione di pericolosi memi e fake news.
Il condannato dovrà affrontare un periodo di “rinascita sociale”, durante il quale sarà obbligato a vivere in una comunità di riabilitazione.
In quella sede, parteciperà a sessioni di “ricostruzione della memoria”, dove sarà costretto a confrontarsi con le verità storiche documentate e testimoniate, e a imparare l’importanza della memoria collettiva e del rispetto per la vita degli altri.
Solo dopo aver dimostrato un adeguato livello di comprensione e rispetto per la verità, gli sarà concessa la possibilità di reintegrarsi nella società.
“Il Comitato reggente il pianeta Terra”.
La Segreteria
claudiaradi.blog
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Precedenti racconti di fantascienza pubblicati sul blog:
01/08/2023: Categoria fantascienza, racconti brevi: “05.10.2050 Osservatorio sugli abitanti del pianeta terra”
12/06/2023: Categoria fantascienza, racconti brevi: ‘’28.11.2050 Osservatorio sugli abitanti del pianeta terra: bollettino straordinario di aggiornamento ’’
29/04/2023: Racconto breve, genere fantascienza: ”23.05.2050 Osservatorio sugli abitanti del pianeta terra”.
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