“La ragionevolezza”, articolo di Claudia Radi.

Nessuno ti può insegnare la ragionevolezza perché è una capacità dell’intelligenza in azione.

Se l’intelligenza è anestetizzata da pensieri ripetitivi e meccanici (le ossessioni), perde la sua funzione più importante: quella di consentirti la ragionevolezza.

Ragionevole è colui che, dotato di razionalità, la applica.

Non sei ragionevole se ti accanisci contro un innocente perché, ad esempio, sei in preda all’odio per le eccessive frustrazioni che ti dilaniano.

Non sei ragionevole quando decidi di sterminare una popolazione intera in seguito ad un attentato terroristico.

Non sei ragionevole quando uccidi la persona che dici di amare…

Non sei ragionevole quando pensi di imporre la tua volontà nonostante sia contraria alla logica del bene comune!

Insomma, non sei ragionevole ogni volta che posponi il fatto in sé, alle tue questioni private.

Al contrario sei ragionevole quando sai valutare le situazioni giudicandole per quello che sono, domando le tue emozioni.

Aristotele disse che “l’uomo è animale razionale” e quindi capace di ragionevolezza, nel IV sec. a.C.

L’essere umano dell’epoca contemporanea, al contrario, dimostra di non essere più ragionevole, di essere ferocemente in guerra con sé stesso e con gli altri, di aver messo il denaro al di sopra di qualsiasi valore, la soddisfazione del proprio egoismo prima di qualunque altra cosa.

Più ci ‘’evolviamo’’ e più distruggiamo.

Essere ragionevoli, invece, significa essere in grado di pensare in modo critico, valutare le situazioni in modo obiettivo e agire in base alla logica e al buon senso.

Senza azionare l’intelligenza e la ragionevolezza che da essa deriva, si può solo agire per soddisfare la propria sete di ‘’sangue umano ’’ (come si dice facessero i vampiri…) manifestando una volontà di distruzione e di disprezzo per quello che è buono e giusto per la vita, di quello che è buono e giusto per una pacifica ed equilibrata coesistenza tra esseri umani.

Non si può intraprendere la strada del cambiamento, che ti consente di crescere ed acquisire nuove consapevolezze, senza la ragionevolezza.

Inoltre, è importante sottolineare che la ragionevolezza non è solo una qualità intellettuale, ma anche emotiva.

Essere ragionevoli significa anche mostrare empatia, comprensione e rispetto per gli altri, cercando sempre di trovare soluzioni che siano nel migliore interesse di tutti.

Imporre soluzioni egoiste causa conflitti.

È importante, infatti, capire che la ragionevolezza non riguarda solo il singolo individuo, ma anche l’intera comunità.

In un contesto in cui le persone sono spinte da interessi personali, è essenziale promuovere il rispetto reciproco e la collaborazione.

Solo promuovendo la ragionevolezza e il dialogo si può sperare in una società migliore, più giusta e meno conflittuale.

Abbiamo bisogno di risvegliare l’intelligenza, combattendo le ossessioni e i pensieri meccanici e ripetitivi, con ogni mezzo.

Autrice Claudia Radi (tutti i diritti riservati)

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