Parlare dell’essere dimostra la necessità di ricondurlo alla logica per rappresentarlo, ma non per “consaperlo”; per farlo, è indispensabile esercitare l’alterità rispetto al nostro io e agli altri.
Consapevolizzare l’essere è un atto derivato da un processo diverso dal pensiero: è l’azione storica coincidente e riuscita.
Qui sostengo che, quando si discute dell’essere, si tende a interpretarlo attraverso la logica, cioè a cercare di rappresentarlo e definirlo attraverso concetti e ragionamenti.
Tuttavia, questa rappresentazione logica non equivale alla vera consapevolezza dell’essere in sé.
In altre parole, sto dicendo che conoscere o parlare dell’essere in termini logici aiuta a rappresentarlo in modo razionale, ma non garantisce di averlo realmente consapevolizzato o di averne una percezione autentica e immediata.
La vera consapevolezza dell’essere non deriva semplicemente dal pensiero logico o dalla rappresentazione razionale, ma da un processo diverso, che è anche storico e pratico.
Ritengo sia indiscutibile che la consapevolezza dell’essere si ottenga attraverso un’azione storica, cioè un’esperienza vissuta, un processo che si realizza nel tempo e che implica un coinvolgimento attivo.
Questa azione “coincide e riesce” nel senso che si tratta di un’esperienza autentica e riuscita nel contesto della storia personale o collettiva, e non solo di una mera elaborazione mentale.
Quello che voglio mettere in evidenza è la distinzione tra il rappresentare/logico e il vivere/esperienziale: il primo è un modo di rappresentare l’essere, il secondo è un modo di “vivere” e conoscere l’essere attraverso un processo storico e pratico.
Alcuni aspetti delle maggiori prospettive filosofiche
Heidegger, il maggiore esponente dell’esistenzialismo, sottolinea come la vera comprensione dell’essere non possa essere ridotta alla pura rappresentazione logica, ma si realizzi attraverso un’“esperienza” dell’essere stesso, che si manifesta nel modo di essere nel mondo, nel vivere e nell’agire.
Tuttavia, nella fase successiva dei suoi studi, si concentra sull’ontologia fondamentale (la ricerca del senso dell’essere) piuttosto che sull’analisi dell’esistenza umana, che considerava come preliminare.
La logica e la rappresentazione, infatti, sono strumenti indispensabili ma limitati, soprattutto perché possono mascherare la fallacia di un ragionamento strumentale apparentemente perfetto.
Per avvicinarsi all’essere, è necessario raggiungere un livello di consapevolezza più profonda e diretta.
Solo così si può sfuggire alla trappola della retorica vuota e riscoprire un’autentica conoscenza dell’essere.
Tuttavia, non tutte le correnti filosofiche concordano con questa visione.
Ad esempio, il razionalismo classico, l’empirismo, il positivismo e il realismo scientifico.
Alla prima corrente appartiene il pensiero di Cartesio, Spinosa e Leibniz, i quali credevano che la ragione e i principi logici fossero la via principale e più affidabile per conoscere la realtà e l’essere.
Per loro, la conoscenza può essere raggiunta attraverso il pensiero deduttivo e la ragione, anche senza fare necessariamente affidamento sull’esperienza sensoriale o sulla storia personale.
Locke, Hume, Berkeley, i maggiori esponenti della corrente filosofica dell’Empirismo, al contrario, sostenevano che la conoscenza deriva dall’esperienza sensoriale e dall’osservazione empirica.
Sebbene riconoscessero l’importanza del pensiero, ritenevano che la vera comprensione dell’essere si fondasse sui dati forniti dai sensi e sull’esperienza concreta, piuttosto che su processi storici o pratici.
Per i positivisti (ad esempio Compte), la conoscenza autentica è quella verificabile attraverso l’esperienza scientifica e l’osservazione empirica, considerandola più affidabile rispetto a speculazioni filosofiche o a processi storici più soggettivi.
Il realismo scientifico, invece, si basa sull’idea che la realtà esista indipendentemente dalla nostra percezione o dal nostro pensiero, e che la scienza possa avvicinarsi alla conoscenza dell’essere attraverso metodi empirici e razionali, ma senza necessariamente sottolineare il ruolo di un’esperienza storica come via privilegiata.
È evidente, quindi, l’esistenza di “numerosi punti di vista” sviluppatisi nel corso della storia.
In sostanza, le correnti filosofiche che enfatizzano il ruolo della ragione, dell’esperienza sensoriale e della verifica empirica tendono a considerare meno plausibile l’idea che la vera consapevolezza dell’essere si manifesti come un atto pratico e storico, distinto dal pensiero logico o dalla rappresentazione.
La filosofia di Eugenio Severino, uno dei principali filosofi italiani del XX secolo, si colloca all’interno di un approccio ontologico e metafisico molto complesso: non si accontenta di ripetere i dogmi del passato ma sfida le concezioni tradizionali dell’essere, spingendoci a riconsiderare tutto ciò che pensavamo di sapere.
Parliamo della metafisica ontologica, che si distingue dal pensiero di altri filosofi che l’hanno influenzato (Parmenide e Heidegger) per la sua concezione dell’essere come unità eterna e immutabile.
Heidegger ha sottolineato che l’Essere non è un semplice ente, ma qualcosa di più originario e fondamentale, che si manifesta nel tempo e nello spazio attraverso “l’essere” del Dasein (essere lì – esserci -).
Severino, invece, assume l’idea che l’Essere è un’unica realtà eterna e immutabile, ma il modo in cui si manifesta nel mondo e nel pensiero può ricordare la concezione heideggeriana del modo di esser del Dasein come modo di essere dell’umano.
Heidegger parla dell’Essere come qualcosa da riconoscere nel suo dispiegarsi temporale e nel modo in cui si manifesta nel Desein.
Severino, pur non adottando questa visione temporale, si interessa alla manifestazione dell’Essere come un’auto-affermarsi che si manifesta in tutte le cose senza mutare la propria essenza.
Egli sostiene che l’Essere è eterno, immutabile e che il nulla non ha realtà autonoma, concentrandosi su un’ontologia “a priori”, più vicina a Parmenide, che vede l’Essere come unità senza mutamento.
Heidegger critica la metafisica occidentale per aver dimenticato l’originario rapporto con l’Essere, concentrandosi sugli enti.
Severino, in modo simile, rifiuta la concezione classica dell’ente come qualcosa di separato dall’Essere, sostenendo che tutto è un’espressione dell’unica realtà dell’Essere.
Conclusioni
Ritengo imperativo riconoscere che la conoscenza autentica dell’essere non si riduce a una semplice rappresentazione logica o a una riflessione concettuale.
La vera comprensione dell’essere si rivela, piuttosto, attraverso un processo storico e pratico, in cui l’esperienza vissuta e l’azione nel tempo assumono un ruolo fondamentale.
Le filosofie di Heidegger e Severino ci insegnano con forza che l’essere non si manifesta come un’entità razionale da catalogare o rappresentare, bensì come una realtà che si dispiega e si rivela nel modo di essere nel mondo e nel tempo.
Se vogliamo avvicinarci a una comprensione più profonda di questa realtà, dobbiamo superare le limitazioni imposte dalla logica stretta e dall’empirismo puro.
È necessario abbracciare un approccio che valorizzi l’esperienza esistenziale e la partecipazione attiva, perché solo così possiamo sperare di cogliere l’essenza dell’essere in modo autentico.
E questa stessa essenza, ci dicono i filosofi, è eterna e immutabile, ma si manifesta incessantemente nel dispiegarsi temporale e nel vivere quotidiano.
La vera sfida, secondo me, è dunque smettere di cercare l’illuminazione esclusivamente tra le pagine dei libri o nelle fredde teorie, e cominciare a vivere l’esperienza dell’essere nel qui e ora: l’essenza si rivela solo a chi ha il coraggio di viverla ogni singolo istante.
Claudia Radi
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Claudia Radi è una Commercialista, Giurista, Advisor nella gestione delle crisi da sovraindebitamento e d’impresa, e Revisore legale dei conti.
Iscritta nell’ODCEC di Roma Sezione A dal 1988, dal 19 aprile 2023 trasferita d’ufficio al neocostituito ordine territoriale di Velletri-RM-; iscritta nel Registro dei Revisori legali dei conti dal 1999.
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Claudia Radi (appassionata di filosofia e psicologia) è anche autrice di libri pubblicati in Self Publishing su Amazon.:
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