Dopo “Chi sei ora?”, che interrogava il rapporto con i pensieri rimasti inespressi e con il tempo interiore, questa nuova poesia si muove in una direzione diversa.
“Si accende il colore” racconta un’esperienza che molti riconoscono: quei momenti in cui il pensiero sembra chiudersi su sé stesso, fino a quando un impegno inatteso, un incontro o un richiamo riportano lentamente alla presenza.
Anche questa poesia trova spazio – come le precedenti- tra i contenuti tecnici del blog come una pausa di riflessione, affidando al linguaggio poetico l’esplorazione di ciò che, talvolta, è difficile raccontare con le sole parole dell’analisi razionale.
Mi piacerebbe saperlo fare,
raccontarlo meglio,
il miracolo quando accade.
Posso provare…
All’inizio solo pensieri in bianco e nero,
nel silenzio,
e il flusso vitale segna il passo.
Cerchi qualcosa per uscirne,
ma non migliora:
il pensiero ruota su sé stesso,
e il tuo cielo si oscura.
Succede quando il male ti ha toccato dentro,
quando hai percepito la violenza,
lasciandoti un senso d’impotenza.
Poi lo stacco,
il movimento.
La scena cambia all’improvviso
per un impegno inatteso,
un richiamo,
e quella distrazione dal pensiero
diventa presenza
e ti riporta al centro.
Basta un confronto vitale,
da senziente a senziente,
e il colore si riaccende.
Tutto torna nitido e trasparente,
e il pensiero in bianco e nero
è solo un ricordo lontano.
Chissà dove si nasconde, adesso.
Claudia Radi
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Testo originale di proprietà dell’autrice.
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